Come ritualmente accade da molti anni, ci ritroviamo a parlare del vino Novello, una tipologia di vino, generalmente rosso, che può essere degustato nello stesso anno della vendemmia da cui proviene.

La sua lavorazione segue regole ben precise, che noi di Gotto d’oro rispettiamo rigorosamente. Per il nostro Novello Lazio Igt infatti, le uve vengono portate in cantina esclusivamente con cassette di massimo 15 kg per evitare la rottura degli acini dato che, per una corretta macerazione carbonica (un procedimento che permette una vinificazione velocissima ed un prodotto finale diverso da quello che si ottiene con la vinificazione tradizionale) le uve non devono essere pigiate, ma vanno poste con la massima cautela all’interno del tino di macerazione il quale viene poi chiuso lasciando il prodotto in ambiente completamente saturo di anidride carbonica.

Questo processo dà luogo alla “fermentazione intracellulare” grazie alla quale si ottiene l’aroma tipico del Novello. Dopo alcuni giorni, variabili in funzione dell’annata, viene effettuata la pressatura dell’uva macerata in modo da separare la parte liquida dalla solida e poter così avviare la fermentazione alcolica con l’ausilio di lieviti selezionati.

Il risultato di questa lavorazione è un vino giovane e spiritoso, subito morbido e profumato, dal colore particolarmente vivo, con tonalità che ricordano il porpora e un gusto in cui predomina la freschezza degli aromi: avvicinando al naso un bicchiere di Novello Lazio Igt Gotto d’oro si percepisce un’ondata di profumi autunnali che richiamano la natura, i boschi e le castagne. Con i colori dell’incipiente autunno, è un vino che mette allegria e facilità i ricordi, da condividere in famiglia, davanti al camino accesso, nelle serate più fredde, con le castagne arrostite sul fuoco.

Per gli amanti del vino più scettici: vale la pena provarlo, vi regalerà un’esperienza unica e diversa, stimolante e divertente per il palato, parola di Gotto d’oro.

5 COSE CHE FORSE NON SAI SUL VINO NOVELLO

  1. La tecnica di produzione del vino Novello, la macerazione carbonica, è stata scoperta per caso negli anni Trenta da alcuni ricercatori francesi che volevano trovare un sistema per conservare il più a lungo possibile l’uva da tavola. Da questo esperimento nacque il famoso Beaujolais Nouveau.
  2. Un vino giovane sì ma non per sempre: le sue caratteristiche uniche rimangono inalterate per un paio di mesi.
  3. Un abbinamento che crea dipendenza è vino Novello e castagne, senza dimenticare formaggio, funghi, carni bianche, salumi e zuppe di legumi.
  4. In Italia la tipologia vino Novello è stata introdotta nel 1987.
  5. Per preservare la sua unicità, la legge prevede delle date specifiche di commercializzazione del vino Novello: dal 30 ottobre dello stesso anno della vendemmia al seguente 31 dicembre.